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domenica 22 giugno 2014

Il Trono di Spade: cosa vedremo nella prossima stagione


Si è da poco conclusa la quarta stagione de Il Trono di Spade, la serie tv ideata da David Benioff e D.B.Weiss tratta dalla saga letteraria Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin, che già i due show runner anticipano interessanti dettagli sulla quinta.

Come già dichiarato dallo stesso Martin che partecipa al progetto in qualità di cosceneggiatore e di supervisore (oltre ad essersi occupato personalmente della regia di alcuni episodi), Benioff e Weiss hanno ribadito che la serie tv de Il Trono di Spade comprenderà in totale sette stagioni, tante quanti i romanzi previsti (anche se ultimamente Martin ha lasciato intendere che ci potrebbe essere un'ottavo libro). Quella appena conclusasi, hanno detto, ha segnato quindi un giro di boa, dando una svolta alle sotto trame che fin ora si sono espanse verso una contrazione che porterà i personaggi a trovarsi sempre più vicini.

Nella prossima stagione vedremo il regno di Dorne, patria di Oberyn, dove gli abitanti indossano pittoreschi vestiti e hanno usanze particolari.
Le location dove si sposterà la produzione si trovano in Spagna, ed andranno ad aggiungersi a quelle in Irlanda, Islanda, Malta e Marocco utilizzate per le ambientazioni viste fin ora.

Il ruolo di Ditocorto crescerà, di pari passo con la sua ambizione che lo porta ad essere uno dei contendenti al trono di spade.

Vi saranno importanti svolte anche nelle vicende legate a Varys.

Gli elementi fantasy continueranno ad essere una componente presente ma non centrale, vedremo ancora i giganti, Malisandre utilizzare i propri poteri, e naturalmente i draghi di Deanerys. Anche Jaime verrà coinvolto in una vicenda che ha a che fare con il soprannaturale.

Vi saranno delle morti inaspettate, che spiazzeranno lo spettatore come avvenuto nelle passate stagioni.

Insomma possiamo aspettarci una quinta stagione entusiasmante. Da parte mia spero che venga dato maggior spazio al filone narrativo che riguarda Deaneris Targarien, forse quello più sacrificato, e che venga fatto qualche sforzo in più a livello produttivo per mostrare qualche battaglia. Trovo un peccato ad esempio non aver visto neanche uno scontro relativo alla campagna del Re del nord.
Queste sono anche le sole critiche che mi sento di muovere nei confronti di una serie che ha segnato senza dubbio un nuovo standard nel panorama televisivo e che, coinvolgendo milioni di telespettatori in tutto il mondo, ha dimostrato anche al pubblico generalista che il fantasy può essere un genere maturo e complesso, ricco di tensioni e colpi di scena.



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